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Dalla Campania l'olio per la lampada di San Francesco

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Messaggio dei Vescovi della Campania

Sorelle e fratelli nella fede in Cristo Gesù,
quest’anno la Regione Campania porterà in dono ad Assisi (4 ottobre) l’olio per la Lampada di san Francesco. Il Santo di Assisi ci è dato come modello perché ciascuno di noi possa meglio seguire, e con gioia, le orme di Cristo (1Pt 2,21). San Francesco mostra infatti come solo assumendo in pienezza la logica della croce, che tante volte cerchiamo di evitare, possiamo trovare la perfetta letizia e quella segreta dolcezza che Dio rivela ai suoi amici.

La gioia sana, tratto distintivo delle genti campane, deve quindi accompagnarci ancora, anche in anni difficili come i nostri, in cui molte famiglie sono in ristrettezza e molti dei nostri giovani devono emigrare per cercare lavoro altrove. Poiché, afferma il Santo di Assisi, «dove è povertà con letizia, / ivi non è cupidigia né avarizia», e «dove è il timore del Signore a custodire la sua casa, / ivi il nemico non può trovare via d’entrata» (Ammonizione XXVII). Da parte sua, Papa Francesco insegna che la lotta dura che il cristiano è chiamato a combattere con se stesso per mantenersi fedele al Vangelo «non implica uno spirito inibito, triste, acido, malinconico, o un basso profilo senza energia»; chi infatti testimonia senza reticenze la propria fede «è capace di vivere con gioia e senso dell’umorismo. Senza perdere il realismo, illumina gli altri con uno spirito positivo e ricco di speranza» (Gaudete et exsultate, 122).

Anche per questo ci rechiamo ad Assisi, per trarre un nuovo entusiasmo nel vivere la fede. Il pellegrinaggio delle nostre diocesi nei giorni 3-4 ottobre, sarà perciò un vero momento di festa. Invitiamo tutti, parrocchie, realtà ecclesiali, associazioni, movimenti e gruppi, singoli fedeli, soprattutto i giovani, ai quali sarà dedicato un apposito Sinodo, a unirsi a noi (seguirà un programma più dettagliato); chi invece non potrà accompagnarci fisicamente, lo faccia con la preghiera.

I vostri Vescovi

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Un solo gregge, un solo pastore

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22 aprile - IV domenica di Pasqua

“Io sono il buon pastore e offro la vita per le pecore”,
dice il Signore. Alleluia. (Gv 10,14.15)

In un contesto attuale certamente Gesù avrebbe usato un’immagine diversa, più consona alla nostra sensibilità. Non avrebbe parlato di greggi, pastore e pecore per spiegare un atteggiamento di prossimità e di totale donazione per la nostra salvezza. Tuttavia la parabola del buon pastore conserva tutta la freschezza di un insegnamento che non tramonta mai e che affonda le sue radici nel contesto in cui Gesù è vissuto. Niente di meglio che usare questa suggestiva immagine del gregge per narrare la sua disponibilità a donare persino la vita, pur di salvare le sue pecore.

Per entrare meglio nel racconto della parabola dobbiamo mettere da parte l’iconografia che la tradizione ci ha consegnato del buon pastore, spesso sdolcinata e fuorviante. Il pastore di cui ci parla il Vangelo di questa domenica è uno con le vesti e le mani sporche, che affronta rischi e pericoli pur di non lasciare il suo gregge nelle mani di mercenari senza scrupoli. Protegge, cura e soprattutto questa vicinanza con il gregge fa sorgere una conoscenza reciproca tra pastore e pecore, tanto che quest’ultime imparano a riconoscerne la voce.

All’opposto si intravede una figura sinistra, losca, spregiudicata: è l’immagine di colui che tratta il gregge per calcolo, sfruttandone le potenzialità solo in vista del proprio interesse. È il mercenario, il cui unico scopo è accrescere il suo ruolo a scapito del bene del gregge che, in ultima analisi, non è il suo fine primario. Il pericolo allora e la nota tragica del presente brano di Vangelo non è tanto il lupo che viene per uccidere e distruggere, perché è naturale che il lupo si avvicini alle pecore con questo scopo. Drammatico è invece il comportamento del pastore-mercenario che davanti ai lupi scappa per mettere al sicuro la propria vita, lasciando le sue pecore in balia del pericolo.

Il pastore buono non antepone mai nulla al benessere del suo gregge. È pronto a sacrificare tutto, anche sé stesso, purché il gregge si salvi, in un dinamismo di libertà che permette al pastore buono di offrire la vita e di riprenderla di nuovo. In lui, nel buon pastore, si realizza la promessa di Dio: “Vi darò pastori secondo il mio cuore” (Ger 3, 15).

Non è un caso che oggi si preghi per le vocazioni, per le nuove, ma anche per quelle già “stagionate”, che conservano tutta la fragilità di una grande responsabilità affidata a uomini bisognosi continuamente di conversione, di preghiera per ottenere il dono ugualmente grande della perseveranza. Oggi, certo, parlare di perseveranza non è proprio moderno, piuttosto si fa leva sul “per sempre, ma fin quando dura”. La vocazione è una responsabilità che, assunta con vero spirito di servizio e in obbedienza al Signore, produce una gioia incontenibile.

Oggi preghiamo allora per il dono della vocazione ministeriale, certi che il Signore ascolta le nostre invocazioni e doni alla Chiesa pastori secondo il suo cuore, capaci di portare la gioia del Vangelo nel mondo intero.

Buona e santa domenica!

+ P. Antonio, Vescovo

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Viaggio a San Pietroburgo e Mosca

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Dal 27 luglio al 1° agosto 2018 si terrà un viaggio a San Pietroburgo e Mosca.

Scarica il programma dettagliato.

Per informazioni rivolgersi a don Paolo Longo, cell. 3282827248.

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Giornata diocesana dei giovani 2018

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Nella IV domenica di Pasqua, dedicata alla preghiera per le vocazioni, la nostra Diocesi di Teggiano-Policastro vivrà la Giornata Diocesana dei Giovani, quest'anno arricchita dalla presenza delle famiglie e delle religiose.

L'appuntamento si terrà domenica 22 aprile a Polla, e sarà l'occasione per proporre ancora ai nostri giovani la bellezza della prospettiva vocazionale della vita per rispondere alla dilagante mediocrità esistenziale e alla evidente "cultura di morte" che emerge anche nel nostro territorio.

L'evento si pone come tappa locale fondamentale verso il Sinodo 2018, il cui tema offerto dal Papa "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale" ci spinge a non rinunciare a quell'accompagnamento dei più giovani ascoltandoli.

Il desiderio dell'ufficio diocesano di Pastorale Giovanile Vocazionale in collaborazione con la Pastorale Famigliare e l'USMI diocesani é favorire il dialogo, con la consapevolezza che l'orizzonte vocazionale della famiglia e della consacrazione ancora sono capaci di affascinare i nostri giovani, sempre alla ricerca di qualcosa di grande."ASCOLTA IL TUO GRIDO DI GIOIA", dunque, é l'invito a percepire nel proprio cuore quella chiamata del Signore a fare della propria vita un capolavoro.

Il raduno sarà al ponte di Polla, in piazza s. Barbara alle ore 10. La Giornata concluderà con la Celebrazione Eucaristica presieduta dal nostro Vescovo alle 16,30 presso la chiesa di Cristo Re.

Info logistiche per la partecipazione.