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Non temere

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In profondità alla luce della Parola

Non temere

«Non temere, Maria» (Lc 1, 30); «Non temere, Zaccaria» (Lc 1, 13); «Giuseppe non temere» (Mt 1, 20); «Non temete dunque: voi valete ben più di molti passeri» (Mt 10, 31); «Non temere, piccolo gregge» (Lc 12, 32); «Non temete; andate ad annunziare ai miei fratelli che vadano in Galilea e là mi vedranno» (Mt 28, 10), ed a Pietro «Non temere d’ora in poi sarai pescatore di uomini» (Lc 5, 10).

Si tratta di un imperativo che attraversa le pagine di tutta la sacra scrittura. Non è un monito a fare qualcosa, ma un invito ad imparare a vivere nella consapevolezza che le grandi sconfitte della vita nascono dalla paura. Paura di soccombere, paura di rialzarsi, paura dei giudizi, paura di metterci la faccia, paura di ritrovarsi solo e disramato.

Eppure in una costellazione di paure subentra un indirizzo di ripresa e di speranza. Non temere… È il ritornello del canto di Dio nella storia della salvezza.

In questo monito si racchiude anche la prospettiva di un’esistenza incerta, dubbiosa, incapace di fidarsi di Dio e degli altri. Il timore e la paura tengono in ostaggio, occludono balzi speranzosi di avventure vocazionali che possono riempire di senso la vita. Le paure uccidono la verità delle relazioni. Si indugia, si resta inutilmente in attesa, persino la paura del rimpianto riesce a chiudere gli orizzonti.

Una ossessiva preoccupazione di osservanze, di regole e norme, una ipocrita fedeltà che è strumentale atteggiamento per scaricare i problemi, per rinviarli, o indirizzarli ad altri, questo è il vero fallimento. In preda al timore e alla paura si finisce per rimanere senza speranza e senza domani. Non si rischia sul futuro!

Strumentalizzare la paura permette ai prepotenti di innalzare barriere, stendere complici silenzi su tragedie e angosce che meriterebbero attenzione, risveglio e solidarietà. La paura è espressione di un male che invade l’anima, toglier il fiato, la parola, le emozioni, inaridisce i sentimenti e annebbia la ragione. Ecco allora il monito di Dio «Non temere»… Un prete operaio della diocesi di Milano scrive: «A conclusione di tutto, possiamo porre le tre leggi dell’umano educatore: non aver paura, non far paura, liberare dalla paura. Quello che conta è una relazione nuova, in cui non ci sia nulla che possa avere a che fare con la paura» (don Cesare Sommariva).

Dio sostiene il coraggio di gioire, nonostante tutto. E la gioia cristiana non è divertimento, né superficiale distrazione. Ma è generata dalla certezza che Dio è con noi: «Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani» (Is49,16), perciò il non temere è preludio di una nuova personale destinazione.

Non avere paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia… Non avere paura di puntare più in alto… Non avere paura di lasciarti guidare dallo Spirito Santo… (Gaudete et exsultate, nn. 32-34).

+ p. Antonio, Vescovo

 

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Formazione ministri straordinari della Comunione

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L'Ufficio Liturgico e l'Ufficio per la pastorale della salute hanno predisposto un programma di incontri di formazione per i Ministri straordinari della Comunione che culminerà con il mandato conferito dal Vescovo l'11 maggio 2019.

Secondo le indicazioni del Vescovo, per l’ammissione ed il rinnovo del ministero straordinario della Comunione è obbligatoria la partecipezione ai momenti formativi proposti dall’Ufficio Liturgico e dall'Ufficio per la pastorale della salute (dicembre 2018 e aprile 2019) e al percorso foraniale di formazione per operatori pastorali (Scuola del Vangelo).

I primi due incontri si terranno:
- il 14 dicembre, alle ore 16:30, presso l'Auditorium della Parrocchia S. Alfonso in Padula Scalo, per le Parrocchie del Vallo di Diano, Alburni e Fasanella;
- il 15 dicembre, alle ore 16:30, presso la Chiesa dell'Immacolata in Scario, per le Parrocchie del Golfo di Policastro.

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Incontro con le Istituzioni civili, militari ed educative della Diocesi

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Si rinnova anche quest’anno, in occasione del Santo Natale, il consueto incontro del Vescovo Padre Antonio De Luca con le Istituzioni civili, militari ed educative, e le associazioni del territorio.

L'incontro, che si terrà presso l'Auditorium del Seminario di Teggiano martedì 18 dicembre alle ore 16:30, sarà introdotto da don Vincenzo Federico, Direttore dell'Ufficio Diocesano per i problemi sociali e il lavoro e vedrà la partecipazione del prof. Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica presso l'Università di Roma "Tor Vergata" e membro del Comitato preparatorio delle Settimane Sociali dei Cattolici Italiani.

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Avvento 2018

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AVVENTO 2018
Nell'attesa la forza del credere

Carissimi fratelli e sorelle,
l’avvento mette in moto il dinamismo dell’attesa. Il tempo liturgico che viviamo è una possibilità sempre nuova di attesa del compimento delle promesse del Padre, culminate nella venuta del Figlio Gesù Cristo; è anche “allenamento” vigile per accogliere la sua seconda venuta, quando “verrà a giudicare i vivi e i morti”. Inoltre l’attesa si fa vigilanza per imparare ad accogliere la quotidiana presenza del Signore, che si manifesta soprattutto nei più poveri ed abbandonati.

Ogni comunità viva questo tempo addestrandosi all’accoglienza, senza preclusioni e chiusure. Il Signore Gesù che viene nella nostra umanità ci insegna, infatti, il criterio sempre valido ed efficace dell’incarnazione, imparando da lui la vicinanza e la prossimità a tutti gli uomini. La visita pastorale, che è appena iniziata, intende essere un messaggio di pace e di speranza, di incontro e scambio di idee, progetti e programmi per un annuncio evangelico prorompente ed efficace.

Nell’avvento viviamo la speranza dell’incontro con Dio, che si manifesta in Gesù Cristo Signore. È Dio che visita la nostra umanità, si rende presente ed operante attraverso il suo Vangelo, che rinnova stimoli ed infonde energie sempre nuove per una sequela gioiosa ed entusiasta.

L’avvento è attesa operosa, piena di buoni frutti, è tempo di grazia, momento favorevole per la nostra salvezza. L’uomo vive in una costante attesa, attraversa le stagioni della sua vita sempre orientato al futuro, a ciò che accadrà. Nella vita spirituale si vive nella stessa dimensione, alimentando la fede con la preghiera e la carità, sostenuti dalla speranza che non delude.

Noi attendiamo il Signore! “Ora egli viene incontro a noi in ogni uomo e in ogni tempo, perché lo accogliamo nella fede e testimoniamo nell’amore la beata speranza del suo regno”. Egli rigenera la vita, rinnova le relazioni, apre alla condivisione di mezzi e risorse che appartengono a tutti. Non ci nascondiamo di fronte alle gravissime emergenze sociali… né ci sfugga il monito sempre più bruciante del Vangelo: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me” (Mt 25, 40); voglio credere che queste parole evangeliche abbiano ispirato l'opportuno post scriptum dell’editoriale di Avvenire del 2 Dicembre 2018, “per favore, chi ha votato la 'Legge della strada' ci risparmi almeno parole al vento e ai social sullo spirito del Natale, sul presepe e sul nome di Gesù. Prima di nominarlo, Lui, bisogna riconoscerlo”.

Disponiamoci ad accogliere il Signore con generosità. Prepariamo il cuore all’ascolto della sua Parola, unica fonte che ci rinfranca nella fatica e nelle cadute che il cammino della vita inevitabilmente riserva. L’ascolto presuppone il silenzio di chi sa attendere la rivelazione del Signore nostro Gesù Cristo che è alle porte e che ci invita a preparare il suo Natale.

Riscopriamo in questo avvento il senso più genuino del Natale. Spogliamolo dalle incrostazioni che ne hanno fatto perdere la bellezza. Restituiamo valore alla festa dell’incontro tra Dio e l’umanità. Allora sarà veramente Natale.

Buon cammino, nell’attesa del Signore!

+ P. Antonio De Luca, Vescovo