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Riapertura Musei, Biblioteche e Archivi Diocesani

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In vista della riapertura degli Istituti Culturali della Diocesi di Teggiano-Policastro (Musei di Teggiano e Policastro, Biblioteche di Teggiano e Policastro, Archivi di Teggiano e Policastro), nella giornata del 18 maggio 2020, in ottemperanza a quanto normato dal Decreto del Presidente del Consiglio e previe operazioni di sanificazione degli ambienti, come per legge, che a far data dal 18 maggio 2020, si osserveranno le seguenti disposizioni di apertura e fruizione dei suddetti Istituti Culturali:

Museo Diocesano di Teggiano e Lapidario Dianense: apertura dal 19 maggio 2020 (osservando la chiusura settimanale del lunedì), con orari, 10-13 e 16-19 e con osservazione delle compartimentazioni di ingresso e delle procedure di igienizzazione, collocate agli ingressi (info ai num. 0975/79930 e 3495140708 ed e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. );

Museo Diocesano di Policastro Bussentino: apertura dal mese di giugno o luglio 2020, ancora da stabilirsi e con emanazione di prossime indicazioni (info ai num. 0975/79930 e 3495140708 ed e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. );

Biblioteca Diocesana di Teggiano: apertura nei giorni di lunedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30, previa prenotazione all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e con osservazione delle compartimentazioni di ingresso e delle procedure di igienizzazione, collocate agli ingressi;

Biblioteca Diocesana di Policastro Bussentino: apertura nei giorni di giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30, previa prenotazione all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e con osservazione delle compartimentazioni di ingresso e delle procedure di igienizzazione, collocate agli ingressi;

Archivio Diocesano di Teggiano: apertura nei giorni di lunedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30, previa prenotazione all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e con osservazione delle compartimentazioni di ingresso e delle procedure di igienizzazione, collocate agli ingressi;

Archivio Diocesano di Policastro Bussentino: apertura nei giorni di giovedì e venerdì dalle 9.30 alle 12.30, previa prenotazione all’indirizzo di posta elettronica Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. e con osservazione delle compartimentazioni di ingresso e delle procedure di igienizzazione, collocate agli ingressi.

Per quanto alle norme di fruizione degli istituti Culturali sopra richiamati, si rimanda alle scrupolose osservazioni che saranno indicate dal personale e nei punti di accesso alle strutture.

Don Giuseppe Radesca
Vicario Generale

Don Fernando Barra
Direttore Ufficio Diocesano Beni Culturali Ecclesiastici

Don Domenico Santangelo
Direttore Biblioteca e Archivio Teggiano

Don Pietro Scapolatempo
Direttore Biblioteca e Archivio Policastro

Arch. Marco Ambrogi
Resp. Scientifico e Culturale Musei Teggiano e Policastro

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Settimana Laudato si’

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"Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”. Inizia con questa domanda, tratta dalla Enciclica Laudato si, il video messaggio che Papa Francesco invia alle comunità cattoliche di tutto il mondo per invitarle a partecipare alla Settimana Laudato si’, “campagna globale”, come spiega lo stesso Pontefice, che si svolge dal 16 al 24 maggio, nel quinto anniversario della pubblicazione della lettera enciclica.

Papa Francesco rinnova il suo appello a “rispondere alla crisi ecologica” perché “‘il grido della terra e il grido dei poveri’ non possono più aspettare”....“Prendiamoci cura del creato, dono del nostro buon Dio creatore. Celebriamo insieme la Settimana Laudato si’. Che Dio vi benedica. E non vi dimenticate di pregare per me”.

Per conoscere le iniziative programmate visita le pagine dell'Ufficio Nazionale per i problemi sociali e il lavoro della CEI.

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Una lettera dopo la tempesta

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Una lettera dopo la tempesta è iniziativa di un gruppo rappresentativo di persone impegnate nella promozione di una società accogliente, solidale e tollerante. Essa si rivolge a tutte le persone di buona volontà, e con l’interdisciplinarietà ha un carattere interconfessionale, inter-culturale e internazionale – esplicitato dalla versione del testo in più lingue – con la consapevolezza non solo che una crisi globale abbia bisogno di una risposta globale, ma che l’attuale crisi globale richieda una modalità globale di affrontare le cause dell’ingiustizia, a sostegno soprattutto di coloro che sono più esposti agli svantaggi che la globalizzazione dell’economia può produrre: gli ammalati, i carcerati, i poveri, i forestieri, i migranti, gli anziani, i giovani. In Una lettera dopo la tempesta si riconoscono i punti fondanti dell’esperantismo, che partendo dalla lingua internazionale, ha elaborato nel corso dei decenni e grazie al contributo di persone da tutto il mondo, l’idea iniziale dell’ideatore, il dott. Ludovico Lazzaro Zamenhof, di una fratellanza al di là di ogni confine: religioso, linguistico, etnico etc. Per questa ragione la versione esperantista di Una lettera dopo la tempesta accompagna la versione della lettera in altre lingue moderne.

Una lettera dopo la tempesta è un contributo per la riflessione sulle criticità del futuro a cui andiamo incontro in una fase avanzata dell’emergenza dovuta alla pandemia da Covid-19, ed è un sostegno a quanti in questa emergenza sono consapevoli dell’urgenza di una conversione e di decisioni che comportano scelte concrete, e che dunque già da ora si adoperano per una svolta, progettano la speranza di un futuro migliore e lavorano con determinazione per non ripetere gli errori del passato. La nostra speranza non è mero ottimismo, ma è un dono del Cielo: «Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perché persino dalla tomba fa uscire la vita» ― ha detto Papa Francesco nell’omelia della Veglia pasquale. Per uscire dall’emergenza della pandemia da Covid-19 vogliamo percorrere la via della speranza insieme a tutte le persone di buona volontà, credenti e non credenti, laici e religiosi di ogni popolo, religione e di ogni confessione, che voltano le spalle alla morte e aprono il cuore alla vita: nella difesa della giustizia e nella promozione della pace, nell’amore premuroso per la casa comune del creato, nell’accoglienza rispettosa di chi è profugo e di chi è diverso, nell’assistenza gratuita al malato, nella difesa coraggiosa di chi è discriminato, nel sostegno solidale al bisognoso, nell’educazione e nell’accompagnamento dei giovani e di chi dalla mancanza di speranza è come immobilizzato.

Scarica il testo di UNA LETTERA DOPO LA TEMPESTA

Scarica anche il testo di LETTERA NELLA TEMPESTA

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Messe con il popolo: condivise le linee di un accordo

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COMUNICATO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

“Esprimo la soddisfazione mia, dei vescovi e, più in generale, della comunità ecclesiale per essere arrivati a condividere le linee di un accordo, che consentirà – nelle prossime settimane, sulla base dell’evoluzione della curva epidemiologica – di riprendere la celebrazione delle Messe con il popolo”.

Così il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Cardinale Gualtiero Bassetti, commenta la definizione di un Protocollo di massima, relativo alla graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche.

“Il mio ringraziamento va al Presidente del Consiglio dei Ministri – aggiunge – con cui in queste settimane c’è stata un’interlocuzione continua e proficua. Questo clima ha portato un paio di giorni fa a definire le modalità delle celebrazioni delle Esequie, grazie soprattutto alla disponibilità e alla collaborazione del Ministro dell’Interno e del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione”.

Nel contempo, “un pensiero di sincera gratitudine mi sento in dovere di esprimerlo al Ministro della Salute e all’intero Comitato tecnico-scientifico – prosegue il Cardinale Bassetti -: questa tempesta, inedita e drammatica, ha posto sulle loro spalle un carico enorme in termini di responsabilità”.

“Come Chiesa – riconosce – abbiamo condiviso, certo con sofferenza, le limitazioni imposte a tutela della salute di tutti, senza alcuna volontà di cercare strappi o scorciatoie, né di appoggiare la fuga in avanti di alcuno; ci siamo mossi in un’ottica di responsabilità, a tutela soprattutto dei più esposti. Alla vigilia di quella che ci auguriamo possa essere una rinascita per l’intero Paese, ribadisco l’importanza che non si abbassi la guardia ma, come abbiamo ripetuto in questi mesi, si accolgano le misure sanitarie nell’orizzonte del rispetto della salute di tutti, come pure le indicazioni dei tempi necessari per tutelarla al meglio”.

“Al Paese – conclude il Cardinale Bassetti – voglio assicurare la vicinanza della Chiesa: ne sono segno e testimonianza le innumerevoli opere di carità a cui le nostre Diocesi e Parrocchie hanno saputo dar vita anche in questo difficile periodo; ne è segno pure la preghiera che, anche in forme nuove, si è intensificata a intercessione per tutti: le famiglie, quanti sono preoccupati per il lavoro, gli ammalati e quanti li assistono, i defunti”.

fonte: https://www.chiesacattolica.it/messe-con-il-popolo-condivise-le-linee-di-un-accordo/