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XXVII Rapporto Immigrazione 2017-2018

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Il prossimo 22 gennaio, alle ore 10, nell’aula magna dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli" di Capua, sarà presentato a livello regionale il XXVII RAPPORTO IMMIGRAZIONE CARITAS E MIGRANTES 2017-2018, dal titolo "Un nuovo linguaggio per le migrazioni".

Il rapporto, elaborato dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes, contiene i dati aggiornati sulla presenza straniera a livello internazionale e nel contesto italiano con focus specifici sui temi del lavoro, della scuola e della cittadinanza.

Programma:

Saluti
Prof. Francesco Izzo, Direttore del Dipartimento di Economia
Mons. Salvatore Visco, Vescovo della Diocesi di Capua

Interventi
Mons. Antonio Di Donna, Vescovo delegato regionale Caritas
Mons. Antonio De Luca, Vescovo delegato regionale Migrantes
Dott. Oliviero Forti, responsabile Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana
Antonio Bonifacio, delegato regionale Migrantes Campania e direttore Migrantes Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno
Prof. Diego Matricano, docente di Economia e Gestione delle Imprese

Conclusioni
Cardinale Crescenzo Sepe, Presidente della Conferenza Episcopale Campana


Scarica:
- Intervento di Mons. Antonio De Luca, Vescovo delegato regionale Migrantes
- XXVII Rapporto Immigrazione - sintesi
- Infografica
- Slide presentazione (Roma 28 settembre 2018)


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Giornata Metropolitana della Gioventù

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Tra pochi giorni inizierà la Giornata Mondiale della Gioventù con Papa Francesco, che si terrà a Panama dal 22 al 27 gennaio.

Vogliamo sentirci uniti con il resto del mondo che il 26 sera si collegherà in diretta per partecipare alla Veglia. I giovani della nostra Diocesi sono invitati a prendere parte a questa iniziativa e l'appuntamento sarà per tutta la Metropolia di Salerno il 26 e 27 gennaio al Convento Francescano di Cava de' Tirreni. Sarà l'occasione per sentirsi parte dei giovani del mondo, per ritagliarsi un piccolo spazio di riflessione e per divertirsi insieme nello spirito della fraternità.

Info logistiche
Occorre portarsi il sacco a pelo.
Costo del viaggio e del vitto: 30 euro.
Partenza del pullman alle 16:00 da Sapri e le fermate successive saranno:
16.15 Policastro, 16.40 Montesano Scalo, 16.50 Atena Scalo, 17.00 Polla, 17.20 Sicignano/Campagna.

Necessario iscriversi!

don Donato Varuzza


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Venite e vedrete (Gv 1,36)

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In profondità alla luce della Parola

Venite e vedrete (Gv 1,39)

Siamo di fronte a parole che indicano un imperativo complesso ed un invito energico. Tale imperativo è preceduto da due domande che risuonano in un dialogo tra Gesù e i discepoli di Giovanni Battista: «che cercate?...... dove abiti?» (Gv 1, 38). Dietro quegli interrogativi vi è una ricerca, un bisogno di consapevolezza. Nella domanda di Gesù vi è un accertamento di autenticità; nella domanda di Andrea e dell’altro discepolo vi è una sete di ulteriore profondità, un’apertura alla compiutezza di una profezia e di una missione. Nelle parole sintetiche e misteriose di Giovanni Battista, riferite a Gesù che passava «Ecco l’agnello di Dio!» (Gv 1, 36), tutti comprendono che si è concluso un ciclo, una profezia si è avverata, i tempi sono maturi per nuovi riconoscimenti e, per questo che con grande senso di libertà interiore e gratitudine, Giovanni consegna i suoi discepoli al vero Maestro.

«Venite …» (Gv 1, 39) è invito, risposta e imperativo con il quale potrà essere aperto il nuovo progetto di vita di Andrea e degli altri discepoli. A chi gli ha chiesto informazione su un luogo, Gesù risponde con una proposta dinamica e coinvolgente. Un invito a mettersi in movimento: «venite…». Nel Vangelo questo imperativo ritorna frequente sulle labbra di Gesù. E’ rivolto a chi è triste, affaticato e oppresso: «Venite dietro a me» (Mt 11, 28); «Venite in disparte…» (Mc 6, 31). Ma c’è anche un invito alla festa: «Venite alle nozze» (Mt 22, 4).

Accettare questo comando significa mettersi in gioco, esprime disponibilità a lasciarsi alle spalle anche un bagaglio di buoni e suggestivi ricordi per aprirsi al nuovo e non ridurre la fede né a nostalgia né ad archeologismo. Rispondere all’invito significa emergere dall’invasione dell’accidia e dei rimpianti.

«…e vedrete» (Gv 1, 39). Il vedere non coincide con la conferma di aspettative preconfezionate, né di una superficiale constatazione di luoghi. Quel «…e vedrete» comporta l’esperienza di un ingresso straordinario in una relazionalità divina, che attraverso una vera umanità, induce ad assumere impegni e motivazioni. Ogni credente ed ogni battezzato può accogliere questo comando di Gesù e rimanervi, quasi sedotto e affascinato perché l’incontro con lui ed il suo Vangelo spalanca le porte alla “vita buona” e, tuttavia andare da Gesù, coincide con il rimanere in lui e portare frutto (cf Gv 15, 5).

Rimanere in Gesù significa dimorare con lui, stabilire una permanente comunione che infine è inabitazione trinitaria e che comporta anche il momento della lotta spirituale, della prova, del buio.

Un testimone del nostro tempo, il card. Martini così descriveva il suo incontro con Gesù: «La mia è stata una sistematica, crocifiggente e insieme salutare esposizione al dubbio, nella inermità di una coscienza alla ricerca del vero».

Dobbiamo imparare a fare i conti con questo duplice imperativo: «Venite e vedrete» (Gv 1, 39), non possiamo confondere le parole di Gesù come una pia esortazione, il Vangelo è attenzione ai fatti e agli insegnamenti del Maestro, è rivelazione di una vita spesa nell’amore. Bisogna lasciarsi scrollare dalle pseudo conquiste intellettualoidi e dei falsi calcoli, e anche dalle risposte troppo scontate, prudentemente calibrate, ovvie e perciò anche irrilevanti.

Chi va dietro a Gesù sa che deve necessariamente intravedere ed assumere la logica della croce e della gloria.

+ p. Antonio, Vescovo

 

Per visualizzare le altre rifllessioni visita la sezione
IN PROFONDITA'... ALLA LUCE DELLA PAROLA

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Giornata diocesana della pace 2019

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Domenica 13 gennaio presso il Santuario Francescano di S. Antonio in Polla, si terrà la Giornata diocesana della pace.

La giornata, organizzata dagli Uffici diocesani Migrantes e Giustiza, pace e custodia del creato, con la collaborazione della Fraternità diocesana dell'Ordine Secolare Francescano, prende spunto e ripropone il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata mondiale della Pace: “La buona politica è al servizio della pace”.

Nella allegata locandina il programma dettagliato.