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Riempite le giare d'acqua

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In profondità alla luce della Parola

Riempite le giare d'acqua (Gv 2,7)

Dietro questo imperativo, prontamente eseguito da coloro che erano addetti alle mense, vi si manifesta anche la vocazione dei discepoli, testimoni del primo segno, ma anche la vocazione di quello che sarà poi il nuovo popolo di battezzati. Le giare, testimonianza fredda e silente di una religiosità in dissolvimento, “sei anfore di pietra per la purificazione rituale” (Gv 2, 6) l’acqua, le prescritte abluzioni, sono l’immagine di un apparato religioso solo esteriore, senza più gioia, racchiuso nella fredda pietra, senza più la bellezza della condivisione, indicata dalla mancanza del vino.

Qualcosa ormai di vecchio deve lasciare il posto al nuovo. L’insignificanza di gesti e riti ormai desueti impongono un salutare ripensamento. Le giare vuote sono le esistenze che hanno smesso di alimentare la gioia dell’appartenenza a Dio, l’entusiasmo di cantare una presenza che, se si rivivifica, riporta il gaudio della pace e la pienezza di un impegno a servizio del bene e dei fratelli. «Ripensare la nostra vita di cristiani da questo punto di vista significa non tentare di misurare il nostro cristianesimo sul numero degli atti di culto compiuto sulle pratiche di pietà con cui riempiamo le nostre giornate. Significa invece interrogarci sulla conformità delle nostre azioni a una coscienza giudicata dalla volontà di Dio e veder poi il culto che noi rendiamo a Dio in relazione a tale concreto atteggiamento di vita. Infatti “obbedire vale più del sacrificio”… (1 Sam 15,22)» (Lezionario Meditato EDB, 2 p 109).

Obbedendo alla novità che è Gesù Cristo, anche le forme più anemiche e malaticce di alleanza diventano percorsi di vigorose riscoperte di amore, di alleanza, di impegno. Le vecchie giare inondate di acqua, sono il segno di stanche e ripetitivi schemi che, se riempiti invece di vita, possono persino irrorare pathos e fulgore. A Cana, nel segno dell’acqua trasformata in vino, si rifà la nuova creazione, la nuova storia. E l’acqua trasformata in vino diventa il linguaggio di un rinnovato impegno e di entusiasmo che contagia e che partecipa l’esultanza della festa e dell’incontro. L’imperativo di Gesù di riempire le giare, è preceduto dall’esortazione di Maria che dice ai servi: Qualsiasi cosa vi dica, fatela (Gv 2,5). Obbedire a quel comando significa mettersi alla scuola di un Maestro con il quale si aprono i confini dell’amore e della storia. Al di là di ogni pretesa, di meriti o di abilità, se si ascolta il Maestro egli conduce lontano!

Poco prima Maria avverte Gesù della mancanza del vino, si rende conto che la festa rischia di fallire. Il vino non può mancare! In questa richiesta è contenuta la speranza che Gesù possa fare qualcosa. Anche in questo caso, come altrove, alla richiesta di Maria, Gesù risponde con un interrogativo: Che c’è fra me e te? (Gv 2,4), una posizione di distacco che Gesù intende sottolineare con l’uso dell’appellativo Donna, che ricorrerà altre volte: alla samaritana (Gv 4, 21); alla peccatrice (Gv 8, 10); a Maria di Magdala (Gv 20, 13.15); di nuovo alla madre, sotto la croce (Gv 19,26). È come se Gesù mettesse in guardia la madre. L’inizio della sua vita pubblica, sollecitata dalla richiesta di Maria, non potrà lasciare le cose allo stesso modo, Maria dovrà diventare anch’essa discepola, dovrà iniziare a guardare quel Figlio come suo Maestro, dovrà mettersi dietro a lui e seguirlo, dovunque egli vada (Ap 14, 4).

Nonostante il tentativo di rifiuto, Gesù ordina di riempire le giare. Non è però la pressione della madre a fargli decidere di intervenire, ma Gesù lo fa per un’obbedienza che travalica i legami familiari, obbedienza ad un progetto salvifico che inizia con il segno del vino.

+ p. Antonio, Vescovo

 

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Giornata Diocesana per la Vita 2019

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Domenica 3 febbraio si celebra a livello nazionale la 41a Giornata per la vita incentrata sul tema "E' vita, è futuro".

Anche nella nostra Diocesi, come tradizione da anni, si vivrà questo evento presso la Parrocchia di S. Anna in Sala Consilina a partire dalle ore 16.30. Proporanno la loro testimonianza Cristina Righi e Giorgio Epicoco dell'Associazione AMARLUI di Perugia. Sarà inoltre presentato il "Progetto Give me 5", il futuro è possibile se si serve la vita. Concluderà il nostro vescovo S.E. Mons. Antonio De Luca.

Leggi il Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 41a Giornata Nazionale per la Vita

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XXVII Rapporto Immigrazione 2017-2018

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Il prossimo 22 gennaio, alle ore 10, nell’aula magna dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli" di Capua, sarà presentato a livello regionale il XXVII RAPPORTO IMMIGRAZIONE CARITAS E MIGRANTES 2017-2018, dal titolo "Un nuovo linguaggio per le migrazioni".

Il rapporto, elaborato dalla Caritas e dalla Fondazione Migrantes, contiene i dati aggiornati sulla presenza straniera a livello internazionale e nel contesto italiano con focus specifici sui temi del lavoro, della scuola e della cittadinanza.

Programma:

Saluti
Prof. Francesco Izzo, Direttore del Dipartimento di Economia
Mons. Salvatore Visco, Vescovo della Diocesi di Capua

Interventi
Mons. Antonio Di Donna, Vescovo delegato regionale Caritas
Mons. Antonio De Luca, Vescovo delegato regionale Migrantes
Dott. Oliviero Forti, responsabile Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana
Antonio Bonifacio, delegato regionale Migrantes Campania e direttore Migrantes Arcidiocesi Salerno-Campagna-Acerno
Prof. Diego Matricano, docente di Economia e Gestione delle Imprese

Conclusioni
Cardinale Crescenzo Sepe, Presidente della Conferenza Episcopale Campana


Scarica:
- Intervento di Mons. Antonio De Luca, Vescovo delegato regionale Migrantes
- XXVII Rapporto Immigrazione - sintesi
- Infografica
- Slide presentazione (Roma 28 settembre 2018)


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Giornata Metropolitana della Gioventù

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Tra pochi giorni inizierà la Giornata Mondiale della Gioventù con Papa Francesco, che si terrà a Panama dal 22 al 27 gennaio.

Vogliamo sentirci uniti con il resto del mondo che il 26 sera si collegherà in diretta per partecipare alla Veglia. I giovani della nostra Diocesi sono invitati a prendere parte a questa iniziativa e l'appuntamento sarà per tutta la Metropolia di Salerno il 26 e 27 gennaio al Convento Francescano di Cava de' Tirreni. Sarà l'occasione per sentirsi parte dei giovani del mondo, per ritagliarsi un piccolo spazio di riflessione e per divertirsi insieme nello spirito della fraternità.

Info logistiche
Occorre portarsi il sacco a pelo.
Costo del viaggio e del vitto: 30 euro.
Partenza del pullman alle 16:00 da Sapri e le fermate successive saranno:
16.15 Policastro, 16.40 Montesano Scalo, 16.50 Atena Scalo, 17.00 Polla, 17.20 Sicignano/Campagna.

Necessario iscriversi!

don Donato Varuzza