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Festa della pace AC

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Tutti gli anni l'Azione Cattolica nazionale invita ogni associazione diocesana e parrocchiale a vivere il Mese della Pace riflettendo sul messaggio che il Papa rivolge a tutta la Chiesa. Il titolo del messaggio di quest'anno è "Migranti e Rifugiati": Uomini e Donne in cerca di Pace.

L'Associazione diocesana si fa portavoce di questo messaggio con l'iniziativa "Scatti di Pace" che vedrà la sua conclusione nella Festa della Pace, a Villammare il 28 gennaio 2018.

Questa giornata sarà un momento di condivisione e di solidarietà così come viene indicato nel messaggio e nel programma allegato.

La Presidenza diocesana AC

 

Allegati:
Lettera Presidenza diocesana
Scatti di pace

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Incontri Pastorale familiare

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L'Ufficio Diocesano per la Pastorale Familiare e la Vita, in occasione della Festa dei Santi Sposi del 23 gennaio 2017, organizza tre giorni di festa, dal 21 al 23, in cui saranno trattate tematiche sulla Famiglia, seguite da riflessioni e da agape comunitaria.

Questo evento coinvolgerà sia la Forania di Policastro che quella di Camerota. Si inizierà il 21 gennaio a Caselle in Pittari, per proseguire il 22 a Scario e concludere il 23 a Sapri presso la Parrocchia dell'Immacolata con la presenza del Vescovo Mons. Antonio De Luca.

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Venite e vedrete

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14 gennaio - II Domenica del tempo ordinario

"O Dio, fa’ che non lasciamo cadere a vuoto nessuna tua parola,
per riconoscere il tuo progetto di salvezza
e divenire apostoli e profeti del tuo regno".
(dalla liturgia)

La ripresa della celebrazione liturgica festiva del tempo ordinario coincide con la lettura del Vangelo nel quale Giovanni battista riconosce Gesù come agnello di Dio e due dei suoi discepoli iniziano a seguire il Signore. Dopo il tempo di Natale e le celebrazioni che si sono susseguite, pare opportuno sottolineare che la vita cristiana va inquadrata nell’ottica della sequela, scoprendo e riscoprendo la bellezza e la gioia del Vangelo.

Alle domande sulla sua identità il Battista risponde concentrando l’attenzione sulla presenza del messia nel mondo pur nella consapevolezza che egli sia sconosciuto ai più. Avrebbe certamente potuto ritagliarsi uno spazio più comodo Giovanni, riconoscendosi come uno che conta nella storia della salvezza. Invece compie il gesto coraggioso di stornare l’attenzione su Gesù, riconoscendolo agnello innocente che prende su di se il peccato del mondo. E non ha ripensamenti neanche quando alcuni dei suoi discepoli iniziano a seguire Gesù. In fondo in lui era chiaro che la sua vocazione era quella di essere solo voce… quando appare la Parola il ministero di Giovanni si esaurisce, lasciando la scena a colui che aveva atteso.

Giovanni battista ha la gioia di indicare la presenza di Gesù. La sua missione era stata quella di preparare un popolo ben disposto ad accogliere il messia. Quando la sua gioia si compie, con estrema libertà, egli può dire: “Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che ho detto: Non sono io il Cristo, ma io sono stato mandato innanzi a lui. Chi possiede la sposa è lo sposo; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è compiuta. Egli deve crescere e io invece diminuire” (Gv 3, 27-30).

Egli così adempie non solo il suo ruolo, ma indica ai cristiani di ogni tempo in che cosa consiste la propria vocazione: dare testimonianza, rifuggendo ogni pretesa di occupare posti che non sono i propri, ma indicando che la promessa di Dio si compie in Gesù, uomo-Dio, che viene a rimettere in relazione il divino e l’umano.

La prima volta che Gesù apre bocca nel Vangelo di Giovanni non è per dare risposte, ma per porre domande. Perché ai due che iniziano a seguirlo egli chiede “che cercate?”, che volete, perché mi seguite? Dio non è mai l’automa che ci siamo creati, che dà risposte ai nostri molteplici interrogativi, spesso invece è colui che mette in crisi, chiede, alzando sempre di più il tiro quanto più ci mostriamo riluttanti e refrattari. “Dove dimori?” (Gv 1, 38) è la domanda dei due, che in fondo è quella di ogni uomo, credente e non, che inizia a scoprire la straordinarietà di Gesù di Nazareth.

E Dio non dà risposte teoriche, sfamando la nostra curiosità a suon di parole. Si limita a dire di rischiare, di esporsi, di non fermarsi, ma di continuare a cercare anche quando si pensa di essere arrivati a possedere la verità. “Venite e vedrete” (Gv 1, 39) è l’invito, il tentativo di Dio di stabilire con l’uomo la comunione di vita.

Buona e santa domenica!

+ P. Antonio, Vescovo

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Celebrazione Ecumenica della Parola di Dio

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L'Incontro interconfessionale di preghiera per l'Unità dei Cristiani del 2018 si terrà mercoledì 24 gennaio, alle ore 19, nel Santuario di San Ciro in Atena Lucana.

Come di consueto la celebrazione della Parola di Dio vedrà i cristiani cattolici incontrarsi coi credenti in Cristo di altre confessioni presenti nella nostra Diocesi.

Presenzierà il Vescovo diocesano, Mons. Antonio De Luca.